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Orientamento di fondo: I punti di riferimento


In un contesto di relativismo indifferenziato riferibile ai valori, alla civiltà di appartenenza e ai molteplici contenuti di studio, il rifiuto di scegliere spesso si nasconde dietro generiche rivendicazioni di apertura o di democrazia, ma si risolve in un fallimento formativo.

Offrire, giustapposti, tutti i possibili contenuti culturalmente degni, ovvero una scelta casuale o soggettiva di essi, non è una risposta critica seria alla destabilizzazione culturale in atto.

Perché la scuola non sia il contenitore di un tutto indifferenziato, occorre quindi dare dei punti di riferimento, non per definire una chiusura, bensì i punti di partenza di ogni apertura di orizzonte.

Occorre cioè precisare la prospettiva e, di conseguenza, avere il coraggio di operare delle esclusioni.

Ora, i nostri punti di riferimento (per la scelta dei contenuti, dei linguaggi e dei metodi, per le valutazioni estetiche e per i valori etici comuni) possono essere solo quelli della civiltà e della tradizione cui apparteniamo: non sono possibili, infatti, aperture all'altro e al diverso a prescindere da un riconoscimento di identità.